Iniziamo con le basi, presentati!
“Sono Marco B. e ho 41 anni; nato a Roma e cresciuto a Viterbo, da 6 anni vivo a Firenze. Laureato in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, in passato sono stato per diversi anni Safety&Security Manager e RSPP di una multinazionale. Attualmente ricopro il ruolo di HSE&Facility manager di un altro gruppo multinazionale.”
Cosa ha significato per te rivestire il ruolo di RSPP in una grande azienda?
“Beh per chi come me ha intrapreso il corso di studi in “Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro” è stata la perfetta chiusura del cerchio, la realizzazione di un progetto iniziato proprio con l’iscrizione all’Università.
Molti dei professionisti che ho conosciuto nel nostro campo sono ingegneri che all’inizio del loro percorso di studi non pensavano minimamente all’ambito di safety e che hanno poi virato su questo percorso lavorativo in corso d’opera. Un Tecnico della Prevenzione invece ha un obbiettivo ben definito fin da subito, per questo diventare RSPP di una grande multinazionale è stato un privilegio oltre che un’enorme soddisfazione professionale.”
Indica tre qualità che, secondo te, un RSPP deve necessariamente avere per svolgere efficacemente il proprio ruolo in azienda.
“Parto con una premessa: svolgere il ruolo di RSPP interno di una grande azienda è molto diverso dal farlo come esterno. Si devono necessariamente abbracciare le dinamiche organizzative,
inoltre bisogna saper trovare il giusto equilibrio tra il garantire la massima sicurezza di tutti i lavoratori e l’essere un partner costruttivo nei processi commerciali.
L’RSPP di una grande azienda deve gestire più gli aspetti manageriale che quelli tecnici, per i quali la maggior parte delle volte si rivolge a consulenti esterni.
Detto questo ci sono alcune qualità che non possono mancare che a mio avviso sono:
- Riuscire a comunicare efficacemente con diverse tipologie di interlocutore, dal dirigente all’operaio
- Avere le conoscenze e la credibilità per motivare le indicazioni che si danno
- Rendere interessante e coinvolgente una materia che solitamente è vista solo come un’imposizione”
Quali sono i momenti più importanti di interazione tra RSPP e azienda?
“Ho sempre sostenuto che per l’RSPP, il momento cruciale per il consolidamento della propria figura fosse la formazione in aula con i dipendenti. Quello è il momento in cui puoi avere una relazione diretta con i lavoratori, capire le loro necessità o le loro mancanze, riuscire ad avere la loro attenzione, coinvolgerli e fargli capire che tutto sommato la sicurezza sul lavoro non è poi così noiosa come molti hanno sempre pensato.”
Parlando di "aspetti negativi", quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato nello svolgimento di questo ruolo?
“Devo dire onestamente che ho sempre avuto un supporto totale nello svolgimento del mio ruolo, facilitato dal fatto che l’azienda per la quale lavoravo ha sempre dato la massima priorità agli aspetti di sicurezza, senza lesinare minimamente investimenti di tempo e di denaro anche piuttosto onerosi.
Ovviamente nella quotidianità del ruolo ci si scontra con una serie di problematiche di tipo operativo e organizzativo; la più frequente e se vogliamo anche la più banale, è il rallentamento nello svolgimento delle attività. Come dicevo, l’RSPP deve saper coniugare il rispetto delle normative con delle tempistiche che spesso, in realtà commerciali, sono rapidissime, per questo è fondamentale riuscire a garantire gli standard di sicurezza impattando il meno possibile sul business. Per riuscire a farlo ci vogliono procedure chiare e coinvolgimento di tutti gli attori che, una volta istruiti, saranno partner dell’RSPP che a quel punto non sarà più visto come un ostacolo ma come un supporto.”
Per concludere in bellezza, raccontaci i momenti di maggior soddisfazione vissuti!
“La maggiore soddisfazione per un RSPP, oltre ovviamente al minor numero possibile di infortuni, sono le persone che modificano la loro forma mentis e il loro modo di approccio al lavoro; vedere i lavoratori che ti fanno notare aspetti potenzialmente migliorabili, magari in base a quello che hai spiegato loro durante una formazione, oppure accorgerti che dei colleghi alle prese con dei nuovi progetti hanno già pensato a tutti gli aspetti safety perché questi sono ormai diventati parte del loro modo di pensare…beh questo è senz’altro motivo di grossa soddisfazione per chi fa il nostro mestiere!”
