In ogni azienda periodicamente viene formato ed addestrato il personale addetto alle emergenze, ovvero le persone che in caso di incendio o di necessità di interventi di primo soccorso sappiano intervenire nella gestione dell’emergenza in atto e/o nella gestione dell’evacuazione dei locali aziendali, in attesa dei soccorsi.
Quello che non sempre viene preso in considerazione è che, talvolta, il procedimento di evacuazione dei locali è influenzato da alcuni fattori psicosociali, comuni a chi si trova a “subire” un’emergenza (specialmente se è la prima volta).
Conoscere questi FATTORI PSICOSOCIALI è il primo passo per poterli prevenire e correggere, quindi ve li presento:
1°) RIFIUTO: NON STA ACCADENDO DAVVERO!?
Trovarsi in una situazione di pericolo nuova, mai vissuta prima, non aiuta a riconoscerne l’importanza e/o la gravità. Quindi chi non si è mai trovato ad affrontare un’emergenza potrebbe non rendersi conto che non si tratta di un “falso allarme” e che la situazione necessita di un intervento/evacuazione rapid* ed immediat*.
Ma gli addetti alle emergenze sono formati apposta per riconoscerle, comunicarle e gestirle prima e meglio degli altri, quindi se scatta un allarme, fidati di chi lo comunica: lo ha già riconosciuto!
2°) FENOMENO DEL MILLING: COSA STA SUCCEDENDO?
Sempre correlato alla scarsa consapevolezza e conoscenza della situazione che si sta vivendo.
Il fenomeno del milling induce le persone a cercare conferme di ciò che sta accadendo nei colleghi o nelle altre persone presenti sottovalutando che cercare di reperire informazioni più accurate sull’emergenza, non ne diminuisce la gravità e anzi fa perdere tempo prezioso.
Quello che serve di sapere te lo hanno già comunicato: c’è un’emergenza, bisogna uscire in sicurezza!
I prossimi fattori, fanno riferimento all’ EFFETTO SPETTATORE, connesso alle situazioni in cui le persone si trovano in gruppo.
Studiando il comportamento in questa condizione, si è infatti scoperto che le persone in gruppo tendono a reagire, prendere decisioni ed agire in maniera rallentata, come se ognuno osservasse gli altri aspettando che qualcuno decida cosa fare.
L’effetto spettatore si esplica in due fattori:
3°) IGNORANZA PLURALISTICA: VEDIAMO COSA FANNO GI ALTRI!
In situazioni mai sperimentate prima i singoli pensano che gli altri componenti del gruppo ne sappiano sempre più di loro e dunque tendono ad osservare i comportamenti altrui per cercare di interpretarli, ignorando che anche gli altri stanno facendo lo stesso con loro. In tal modo si crea una stasi, un’attesa di conferma reciproca che tarderà non poco ad arrivare.
In tal caso c’è bisogno che qualcuno agisca, anche se gli altri stanno fermi: solo così si può fare la differenza!
4°) DIFFUSIONE DI RESPONSABILITA’: ASPETTIAMO CHE CI DICANO COSA FARE!
Se nel gruppo non è presente alcun lavoratore con un ruolo di responsabilità, raramente accadrà che qualcuno tra i presenti lo assuma autonomamente. Non avendo nessuna “guida”, e nessuno che prende la situazione in mano, il gruppo tenderà a rimanere fermo.
Individuare (preventivamente) per ogni gruppo un responsabile, oppure sapere precisamente chi contattare e come, in caso di emergenza può velocizzare la consapevolezza di quale sia la procedura da seguire.
Può sembrare anomalo che ci siano situazioni di emergenza in cui le persone invece che “scappare” rimangono nel posto di lavoro a temporeggiare, ma i fattori descritti spesso sfuggono alla razionalità e descrivono ciò che sembra più sensato fare in quei momenti.
Conoscere questi fattori psicosociali incidenti in caso di emergenza permette di prendere in considerazione alcune variabili aggiuntive che ridefiniscono ed integrano la giusta informazione dei lavoratori (responsabili e non) sulle corrette procedure da seguire.
Inoltre, un adeguato addestramento con prove di evacuazione non preannunciate è il modo migliore per potenziare le informazioni reperite e far sì che tutti lavoratori acquisiscano gradualmente ma profondamente la padronanza della situazione in caso di emergenze.
Prepararsi all’imprevedibile è la chiave per approcciare al meglio alle emergenze (che non avvisano mai!), tenendo sempre a mente di NON CORRERE MAI, ma piuttosto muoversi rapidamente e fluidamente.
Questo permetterà una rapidissima evacuazione dai locali, minimizzando il rischio di incidenti.
