Con grande piacere negli ultimi anni ho seguito scuole di danza e realtà sportive che, per motivi differenti e a causa di un po’ di confusione legata alla natura giuridica delle aziende, mi hanno contattata per mettere a fuoco quali fossero i loro obblighi in materia di sicurezza sul lavoro.
Per prima cosa c’è da chiarire che il decreto 81/08 non definisce quali tipologie di “società” (o meno) siano soggette agli obblighi di sicurezza, rimanda piuttosto a tutte quelle realtà dove sono impiegati dei LAVORATORI, soggetti da tutelare indipendentemente dalla tipologia di contratto che li lega alle aziende per cui svolgono il proprio lavoro.
Questo a tutti gli effetti, fa delle Associazioni Sportive (ASD, SSD, etc) delle realtà soggette come molte altre alla normativa per la sicurezza.
È vero che definire i collaboratori sportivi dei veri e proprio lavoratori aziendali spesso
suona strano, se non altro perché sono contemporaneamente lavoratori di più aziende, ma così è se pensate che il più delle volte sono proprio loro a dare un grande contributo al lavoro dei circoli o delle scuole. Quindi, su questo non ci piove!
CENTRO CULTURALE DANZA - cliente IC Consulenze
Volendo poi andare oltre al chiarimento puramente legislativo, in effetti gli aspetti da considerare nell’ambito della sicurezza in questa tipologia di realtà sono numerosi.
I primi elementi da mettere a segno sono senza dubbio le caratteristiche di conformità delle strutture:
spazi, superfici, cubature, altezze, ricambi d’aria, dislocazione della struttura al piano stradale o interrato, tutti elementi che, correttamente valutati, possono evidenziare la necessità di indagini dettagliate: come è previsto, per esempio, per i locali interrati in merito al campionamento di gas radon ed alla conseguente valutazione dell’esposizione a questo fattore (rif. art. 28 d.lga 81/08 e linee guida in materia di Radon del 06.04.2003).
Affrontato questo grande primo step, non salterebbero all’occhio grandi rischi per quei lavoratori che come unica perfetta “attrezzatura” di lavoro utilizzano il proprio fisico.
Tuttavia non è propriamente così, perché per esempio, seppure la maggior parte di loro si dedichino con grande passione e dedizione al proprio ruolo, non è escluso che possano risentire di un’organizzazione del lavoro complessa, di ritmi serrati o mal gestiti; tutti fattori che possono esporli a fattori di Stress, altro fattore da valutare
STUDIO 7 - cliente IC Consulenze
E poi…secondo voi, realtà come queste, che ospitano giornalmente un gran numero di avventori, sportivi, spettatori, accompagnatori, spesso in strutture articolate su più piani o labirintiche, costituite da sale fitness, danza, sale pesi, campi da gioco in interno ed esterno…potrebbero mai sottovalutare la corretta gestione delle emergenze?
Per mettere a fuoco l’impegno che è richiesto per questo aspetto, si considerino i seguenti aspetti basilari:
- le strutture dei circoli sportivi con superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 mq o con numero di frequentatori superiore a 100 (e fino a 200) ricadono nella classe di rischio incendio (almeno) MEDIO (rif. Allegati DM 10.03.1998 cat. 65.1.B) che si traduce – almeno- in:
– presentazione di un progetto ai VVF in merito alle misure antincendio da adottare;
– adozione di misure per la gestione dell’emergenza, ad hoc per la realtà individuata;
– formazione degli addetti alla gestione delle emergenze antincendio (completa di prova pratica). - Dal 2017, con l’entrata in vigore del decreto Balduzzi, tutte le strutture sportive sono:
– obbligate ad installare un defibrillatore semiautomatico (o tecnologia superiore);
– formare al suo utilizzo (mediante un corso BLSD) un numero di persone sufficienti a coprire sempre le ore di attività del circolo.Due importantissimi adempimenti che vanno ben oltre quelli “base” previsti per altre tipologie di attività.
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In conclusione, ancora una volta a fronte di valutazioni dettagliate, le aziende che sembrano essere meno esposte a fattori di rischio e per cui è facile pensare che ci siano esoneri in merito alla sicurezza, risultano essere quelle a cui bisogna prestare più attenzione: ora più che mai a 360° per i lavoratori SÌ, ma non solo!
